Si puo’ utilizzare il credito di imposta anche se non vi e’ alcuna menzione nell’atto di compravendita

Con la Risoluzione n.70/E del 2004 l’Amministrazione finanziaria chiarisce la delicata questione se il credito di imposta derivante da acquisto e successiva rivendita di un’abitazione acquistata con agevolazioni per la prima casa contenute nel T.U. in materia di imposta di registro ( d.p.r. n.131/1986) possa essere utilizzata in sede di dichiarazione dei redditi con detrazione dall’Irpef anche qualora nell’atto di riacquisto dell’abitazione non venga espressa alcuna dichiarazione di volontà nè venga fornita alcuna indicazione circa i presupposti per la ricorrenza di tale credito o le somme relative.

Il caso è quello di colui il quale acquista un immobile con agevolazioni per l’acquisto della prima casa versi una somma a titolo di Iva od imposta di registro in misura ridotta ( le aliquote sono variate nel tempo da 2% a 3% a 4%).

Successivamente vende tale immobile e provvede a riacquistarne un altro a destinazione abitativa entro il successivo anno.

In tal caso le somme versate  a titolo di Iva od imposta di registro in misura ridotta al momento del primo acquisto possono essere portate in detrazione in sede di registrazione del nuovo atto di riacquisto, oppure per la registrazione di atti successivi o nella successiva dichiarazione dei redditi ( Irpef).

La risoluzione di cui sopra afferma che è possibile portare in  detrazione tale credito in sede di dichiarazione dei redditi anche in assenza di qualsiasi menzione nell’atto di riacquisto.

Per l’esame della normativa potete consultare la precedente circolare n.19/E del 2001 che si trova in altra parte di questo sito con l’avvertenza che in quella circolare l’Amministrazione assumeva sull’argomento una posizione poi mutata con l’ultima risoluzione che qui si commenta.

Leggi il testo della risoluzione